Efficacia dei vaccini sulla variante indiana
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Argomento: Medicina Clinica




Due studi suggeriscono che i vaccini attualmente disponibili offrono un'elevata protezione contro le ospedalizzazioni da variante indiana, soprattutto dopo la seconda dose.



La variante indiana, ora denominata "Delta", sta preoccupando. Infatti è più contagiosa delle altre varianti, anche se non sembra più aggressiva.

Secondo l'ultima stima disponibile resa nota dall'ISS in Italia la variante Delta avrebbe una prevalenza di poco superiore al 16%, mentre il resto sarebbe rappresentato dalla variane inglese (Alfa). Nel corso delle prossime settimane, però, la variante Delta potrebbe diventare quella prevalente anche in Italia.

Ma i vaccini attualmente disponibili sono efficaci contro essa?
Uno studio inglese pubblicato su Cell [1] suggerisce che lo sono. La maggior protezione si ha ovviamente con la vaccinazione completa, mentre una sola dose comporterebbe una protezione solo parziale.
Secondo lo studio il siero di soggetti vaccinati con due dosi sia con il vaccino AstraZeneca che con quello Pfizer-BionTech possiede anticorpi sia contro la variante Delta (B.1.617) che contro la variante Kappa (B.1.617.1).
Tuttavia gli autori sottolineano che la concentrazione degli anticorpi non sembra ottimale, il che può portare a una maggior diffusione del virus mutato.

Un altro studio [2], pubblicato per ora solo in pre-print e non sottoposto a peer-review conferma questi dati. Analizzando tutti i ricoveri avvenuti in Inghilterra dopo ricorso al Pronto Soccorso tra il 12 aprile e il 4 giugno 2021 gli Autori hanno ritrovato poco più di 14000 casi positivi alla variante Delta, di cui 166 ricoverati. La protezione offerta dal vaccino contro le ospedalizzazioni era molto elevata. In particolare per il vaccino Pfizer-BionTech era del 94% dopo la prima dose e del 96% dopo la seconda dose, per il vaccino AstraZeneca era del 71% dopo la prima dose e del 92% dopo la seconda.
E' stata valutata l'efficacia dei due vaccini contro le ospedalizzazioni anche per la variante Alfa. Per il vaccino Pfizer era dell'83% dopo la prima dose e del 95% dopo la seconda. Per il vaccino AstraZeneca era del 76% dopo la prima dose e dell'86% dopo la seconda.

Presi nel loro insieme questi dati suggeriscono che i vaccini disponibili offrono un elevato livello di protezione anche contro la temuta variante indiana. Tuttavia la protezione massima si ha dopo due dosi per cui è importante continuare a procedere con la massima velocità possibile a vaccinare la popolazione. Infatti anche se la variante Delta non sembra più aggressiva comporta comunque una maggiore contagiosità e un aumento dei positivi. Il che si traduce, inevitabilmente, anche in un aumento dei ricoveri e dei casi gravi. Senza contare che una maggior circolazione del virus porta al rischio di comparsa di nuove varianti.


Renato Rossi


Bibliografia

1. Chang Liu et al. Reduced neutralization of SARS-CoV-2 B.1.617 by vaccine and convalescent serum. Cell. Pubblicato online il 17 giugno 2021

2. Stowe J et al. Effectiveness of COVID-19 vaccines against hospital admission with the Delta (B.1.617.2) variant. PHE Publishing, 14 giugno 2021. Public Library.







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