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Epatite alcolica: quali farmaci?
Pubblicato da dzamperini in data 03/09/2016 00:00
Medicina Clinica  

Lo studio STOPAH ha valutato l'uso del prednisolone, della pentossifillina e della loro associazione nell'epatite alcolica grave.



 Per epatite alcolica si intende una flogosi ad andamento progressivo e ingravescente del fegato associata ad un' assunzione di qualtità elevate di alcol prolungata nel tempo.

Le forme gravi di questa patologia sono gravate da una mortalità che può arrivare al 30%-50% entro sei-dodici mesi.

Segni di gravità sono la comparsa di febbre e ittero, ascite, segni di ipertensione portale, coagulopatia, alterazioni importanti degli indici di funzionalità epatica.

Esistono però anche forme lievi che non comportano sintomi e che hanno, almeno nel breve termine, una prognosi buona. In questi casi non è richiesto alcun trattamento se non la sospensione dell'alcol ed eventulamente l'uso di supplementi di vitamine e minerali.

Nelle forme gravi le linee guida consigliano l'uso di steroidi e di pentossifillina.

Uno studio ha valutato l'utilità di questi due farmaci [1]. Si tratta di uno studio randomizzato e controllato, in doppio cieco, in cui sono stati reclutati 1103 pazienti affetti da epatite acolica grave.

I partecipanti sono stati randomizzati a ricevere: prednisolone, pentossifillina, l'associazione dei due farmaci oppure placebo.

L'endpoint primario era la mortalità a 28 giorni. Endpoint secondari erano la mortalità e il trapianto di fegato a 90 giorni e a un anno.

La mortalità a 28 giorni era del 17% nel gruppo placebo, del 14% nel gruppo prednisolone, del 19% nel gruppo pentossifillina e del 13% nel gruppo trattato con l'associazione prednisolone-pentossifillina.
Queste differenze non erano statististamente significative: per il prednisolone si aveva un OR (odds ratio) di 0,72 con CI95% compreso tra 0,52 e 1,01 mentre per la pentossifillina l'OR era di 1,07 con un CI95% compreso tra 0,77 e 1,49.

Anche per la mortalità e il trapianto di fegato a 90 giorni e a un anno non si sono registrate differenze tra i vari trattamenti.

Gli autori dello studio concludono che l'uso del prednisolone è associato ad una riduzione della mortalità a 28 giorni che non raggiunge la significatività statistica mentre non impatta sugli outcomes considerati a 90 giorni e a un anno.


Che dire?

Valutando i risultati dello studio sulla base dei puri dati statistici bisogna dire che essi sono sostanzialmente neutri perchè le differenze riscontrate per l'endpoint primario tra i vari schemi terapeutici usati hanno degli odds ratio con un intervallo di confidenza statisticamente non significativo.

Purtroppo, quindi, l'epatopatia alcolica grave si conferma una patologia molto difficile da trattare e per la quale urgono ricerche.

Renato Rossi
Bibliografia

1. Thursz MR et al. for the STOPAH Trial. Prednisolone or Pentoxifylline for Alcoholic Hepatitis
N Engl J Med 2015 Apr 23; 372:1619-1628

 
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