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La ludopatia: problema grave e sottovalutato
Pubblicato da dzamperini in data 11/12/2017 00:00
Pensieri e opinioni professionali

  La dipendenza da gioco d'azzardo è un serio e diffuso problema di salute pubblica in tutto il mondo. 
Da alcuni decenni le autorità sanitarie internazionali hanno incluso il Gambling (dipendenza da gioco d'azzardo) tra i disturbi psichiatrici che i medici dovrebbero sospettare, diagnosticare e curare -vedi DSM V-(1).


 Nell'ultimo decennio in tutta Europa e negli USA il problema si è aggravato:in Inghilterra nello scorso decennio la prevalenza nella popolazione generale oscillava tra lo 0.5 e lo 0.9% ;secondo il National Centre for Social Research,nel 2010 almeno 300.000 persone presentavano sintomi che permettevano di diagnosticare questa dipendenza mentre altre 540.000 presentavano sintomi che comportano il rischio di svilupparla nell'arco di mesi od anni.(2,3)

In Italia non esistono dati ufficiali aggiornati da parte dei ministeri compenti ma va segnalata una recentissima ricerca dell'Istituto Superiore Sanità effettuata sui dati forniti dai Ser.T/Ser.D collaboranti:hanno risposto all'indagine 184 Ser.T/Ser.D in tutto il teritorio nazionale tutti hanno dichiarato di aver programmato attività dedicate al disturbo da gioco d’azzardo. 
La diagnosi è definita in base ai criteri del DSM 5 nella quasi totalità dei Ser.T/Ser.D (182/184 98.9%) ;gli indicatori più frequentemente usati per la valutazione sociale dai SerT/SerD sono: le relazioni familiari (92%); la situazione occupazionale e dello stato patrimoniale (74%); la presenza di debiti (70%) con organizzazioni autorizzate come banche o finanziarie; la presenza di reati successivi all'inizio del gioco d'azzardo (61,0%), come l’appropriazione indebita e l’emissione di assegni a vuoto.
I 184 centri SerT/SerD hanno seguito 17.688 utenti presi in carico dall’inizio dell’attività. Durante il 2014 il numero totale dei pazienti in trattamento era 6.297, mentre i nuovi casi per lo stesso anno erano stati 2.924. Durante i primi otto mesi del 2015 il numero totale dei presi in carico era 5.508, mentre quello dei nuovi casi era 1.936. 
  
Esistono anche dati di organizzazioni private che appaiono nel complesso affidabili ( forse anche sottostimate!):secondo una ricerca ISPAD, dal 2008 al 2011, la percentuale di persone tra i 15 e i 64 anni che ha sprecato denaro almeno una volta in uno dei tanti giochi presenti sul mercato (Lotto, Superenalotto, Gratta e vinci, scommesse sportive, poker online) è passata dal 42 al 47%: approssimativamente circa 19 milioni di scommettitori, di cui ben 3 milioni a rischio di ludopatia.
 La maggior parte delle quote in entrata dei giochi d’azzardo riguarda le slot machine (56,3%), secondariamente le lotterie (12,7%), e quindi i giochi a distanza (10,5%).(4) 

Nel territorio italiano si concentrebbe all’incirca il 20% del volume d’affari mondiale della multinazionale del gioco; il settore giochi nel suo complesso avrebbe il valore di circa il 4% del Prodotto Interno Lordo italiano: il gioco d’azzardo è catalogabile come la terza impresa in Italia, una’impresa a diffusione capillare ed estremamente efficiente: 120.000 esercizi commerciali e 6600 “filiali” che riescono ad irretire 16 milioni di italiani, in una fascia anagrafica compresa tra i 16 e i 64 anni: il 16% di questi soggetti sarebbe a rischio moderato di ludopatia, ma almeno il 4% degli italiani è invece un giocatore patologico, in grado di giocare 4 o più volte a settimana, con le inevitabili conseguenze economico-sociali e con lo spettro della usura e della malavita alle spalle…(5)
In tutto il mondo purtroppo, questo grave problema è sottostimato, sotto diagnosticato, poco o nulla affrontato e curato: caratteristica comune della ludopatia- gambling è infatti l’atteggiamento psicologico delle persone dipendenti dal gioco d'azzardo, che riconoscono il loro problema tardivamente e si rivolgono molto tardivamente (od a volte mai) a medici, psichiatri e psicologi;spesso sono infatti familiari e parenti che contattano medici e servizi, preoccupati per le gravi conseguenze economiche e psicosociali di questa dipendenza.
Nel 2014 il Royal College of Psychiatrist ha lanciato un preoccupato appello ai dirigenti del National Health Service inglese, che tuttavia non sembra avere preso in carico il problema in tutta la sua complessità.(6)

Sono note da decenni le gravi conseguenze economiche e psicosociali che si ripercuotono su tutta la famiglia ed in particolare su coniugi e figli;recentemente è stata dimostrata una preoccupante correlazione tra ludopatia, truffe, furti e violenza fisica(7). 
Nel frattempo importanti ricerche hanno dimostrato che il gambling ha una base neurofisiologica non molto diversa da altre dipendenze e che pertanto può trarre beneficio dal trattamento farmacologico con naltrexone specie se integrato da una psicoterapia cognitivo comportamentale. Inoltre, dato che è possibile individuare tratti di personalità che rendono alcuni soggetti particolarmente vulnerabili al gambling e /o ad altre forme di dipendenza, è possibile proteggere efficacemente questa fascia di popolazione disponendo di adeguate risorse e di personale qualificato. (8,9)


Conclusioni
 La Ludopatia (Gambling disorder) è una forma di dipendenza subdola, sotto- diagnosticata e sotto- trattata ma non per questo meno pericolosa per i soggetti affetti e per i loro familiari; la ricerca neurofisiologica, psicologica e sociologica ci ha fornito importanti dati che sono utili ed efficaci per trattare questa preoccupante forma di dipendenza. 
La psicoterapia cognitivo comportamentale, la terapia farmacologica con naltrexone, ed un adeguato supporto sociale possono risolvere gran parte di queste dipendenze.
Per intervenire adeguatamente sono però necessari fondi ad hoc: se utilizziamo il principio etico che chi contribuisce a causare un danno sociale dovrebbe quantomeno contribuire a risarcirlo, e se consideriamo che la industria del gioco d'azzardo è tra le più fiorenti al mondo, non sembra utopistico chiedere che una parte degli enormi profitti del gioco siano devoluti a prevenire i danni da gioco e ed a curare chi dal gioco è stato rovinato.

 Riccardo De Gobbi 



Bibliografia


1) DSM-5 Manuale Diagnostico e Statistico dei Disturbi Mentali Raffaello Cortina Ed. Milano 2014

2) Wardle H, Moody A, Spence S, Orford J, Volberg R, Jotangia D, et al, for the Gambling Commission. British gambling prevalence survey 2010. National Centre for Social
Research, 2011.

3) Craig R, Mindell J, eds. Health survey for England 2012. Health and Social Care Information Centre, 2013

4)http://www.giochidislots.com/it/blog/leggi/gambling-e-mercato-i-numeri-di-un-gigante-dai-piedi-di-ferro


5)http://www.nomisma.it/index.php/it/press-area/comunicati-stampa/item/1425-23-gennaio-2017-i-dati-emersi-dall-osservatorio-young-millennials-monitor-giovani-e-gioco-d-azzardo-indagine-2016/1425-23-gennaio-2017-i-dati-emersi-dall-osservatorio-young-millennials-monitor-giovani-e-gioco-d-azzardo-indagine-2016


6) George S, Bowden-Jones H. Gambling: the hidden addiction. Faculty report FR/AP/01.Royal College of Psychiatrists, 2014.

7) Roberts A, Coid J, King R, et al. Gambling and violence in a nationally representative sample of UK men. Addiction 2016;357:2196-207. doi:10.1111/add.13522 pmid:27393746.

8) Bowden-Jones H, Thomas S, Drummond C. Rapid evidence review for evidence based treatment of gambling disorder. Royal College of Psychiatrists, 2017.

9) National Health and Medical Research Council. Guidelines for screening, assessment and treatment in problem gambling. 2011. http://www.med.monash.edu.au/spahc/pgrtc/guideline/problem-gambling-guidelines-web.pdf

 
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