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Infezioni acute respiratorie e uso di antibiotici
Pubblicato da dzamperini in data 27/08/2013 00:00
Medicina Clinica Una miglior informazione dei genitori da parte dei medici può aiutare a ridurre l'uso non necessario degli antibiotici nelle infezioni acute delle prime vie respiratorie.

 Le infezioni acute delle alte vie respiratorie sono spesso di natura virale e quindi l'uso degli antibiotici è inutile, se non dannoso (sviluppo di resistenze batteriche, esposizione ad effetti collaterali).

Tuttavia qualsiasi medico pratrico sa quanto, spesso, sia difficile sottrarsi alla prescrizione di una terapia antibiotica.
Le ragioni sono varie: da una parte il medico non sempre è certo che sia in gioco un virus e teme di sottovalutare una patologia batterica potenzialmente grave, dall'altra è spesso il paziente che, per il persistere della sintomatologia, ritorna dopo alcuni giorni per chiedere la prescrizione dell'antiotico.
Una miglior informazione del paziente da parte del medico potrebbe ridurre l'uso degli antibiotici nelle infezioni respiratorie virali?
Sembra di si, come dimostra uno studio canadese [1] effettuato in 9 practices. In 5 di queste i medici sono stati sottoposti a un programma di training di 4 ore che insegnava loro come fornire un'informazione adeguata ai genitori di bambini con infezioni respiratorie acute.
Ai medici veniva insegnato come informare al meglio i genitori circa la possibilità che l'infezione fosse di natura batterica e circa i rischi e i beneifci dell'uso degli antibiotici. Le altre 4 practices, invece, fungevano da controllo e i medici adottavano il comportamento usuale per queste situazioni.

In tutto sono stati reclutati 359 bambini (181 dal gruppo intervento e 178 dal gruppo usual care).
Si è visto che la scelta di usare un antibiotico si verificava nel 27% del gruppo intervento e nel 52% del gruppo controllo. A distanza di 2 settimane la percentuale di richieste di nuove visite di controllo non differiva tra i due gruppi.
 
Una miglior informazione del paziente può avvalersi dei seguenti punti, che possono essere distribuiti dal medico anche sotto forma di schede:
 
1) non sempre la febbre richiede l'uso di un antibiotico, che è inutile in caso di infezioni virali, come sono frequentemente le flogosi acute respiratorie
 
2) le infezioni acute respiratorie sono spesso malattie autolimitate a risoluzione spontanea in cui è sufficiente una terapia sintomatica
 
3) nel caso di peggiormento o se i sintomi non migliorano dopo alcuni giorni è necessario riconsiderare il caso e quindi ricontattare il medico per valutare l'opportunità di usare l'antibiotico
 
4) talora il medico può ricorrere alla strategia nota come "prescrizione ritardata": viene consegnata al paziente la ricetta per l'antiotico con l'invito a ritirarlo in farmacia solo se i sintomi non migliorano o peggiorano dopo 24-48 ore.
 
A livello di popolazione una via da seguire per ridurre l'uso inappropriato degli antibiotici potrebbe essere quella francese: una campagna pubblicitaria condotta dal 2002 al 2007 da parte dell’Istituto Pasteur e diretta al grande pubblico ha prodotto, negli inverni relativi, una riduzione del 25% delle prescrizioni non necessarie di antibiotici, specialmente nei bambini [2].
 
Renato Rossi

Bibliografia
1. Légaré F et al. Training family physicians in shared decision-making to reduce the overuse of antibiotics in acute respiratory infections: a cluster randomized trial. CMAJ July 30, 2012. doi: 10.1503/cmaj.120568
1. Sabuncu E et al. Significant reduction of antibiotic use in the community after a nationwide campaign in France, 2002–2007. PLoS Med 6: e1000084. doi:10.1371/journal.pmed.1000084.
http://www.plosmedicine.org/article/info%3Adoi%2F10.1371%2Fjournal.pmed.1000084
 
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