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Fammi veder come cammini e ti dirò come ragioni
Pubblicato da dzamperini in data 01/11/2021 00:00
Pensieri e opinioni professionali


La "andatura" può essere un prezioso indicatore dello stato cognitivo


Strano ma vero: esaminando con attenzione Il cammino di una persona anziana, non solo è possibile ipotizzare problemi ortopedici o neurologici, ma sarebbe possibile ottenere indicazioni sul suo stato cognitivo fino ad identificare precocemente possibili forme di demenza.
Lo dimostra una interessante studio canadese(1) effettuato utilizzando i Database di due importanti studi pubblicati utilizzando i Database di due studi pubblicati due anni o sono: “The Comprehensive Assessment of Neurodegeneration and Dementia (COMPASS-ND) cohort study” e "The Gait and Brain Study”; sono stati selezionati ed esaminati i dati di cinquecento persone anziane.(2,3)
Le basi neurofisiologiche della relazione tra le modalità di cammino e lo Stato cognitivo sono sintetizzate nell'introduzione dell'articolo e l'interesse delle ricerche in questo ambito: le riassumiamo in pochi sempilci concetti:

1) La coordinazione motoria che è la base della normale camminata richiede un controllo corticale e sottocorticale automatico, molto preciso e delicato, del quale acquisire consapevolezza solo allorché viene a mancare.

2)Irregolarità della marcia non internistici o motivitopedici sono generalmente un indicatore di una progressione o lesione cerebrale che nella larga maggioranza dei casi comporterà anche problemi cognitivi.

3)Una analisi dettagliata delle caratteristiche della camminata può identificare delle più persone correlare un problema cognitivo ed in particolare a forme di demenza.

I ricercatori hanno selezionato i pazienti esaminando i database del Compass-Nd e del Gate and Brain Study, entrambi dettagliatamente descritti nei rispettivi studi(2,3). Tutti i soggetti erano residenti in comunità ed erano stati valutati tanto da un punto di vista internistico che neurologico e neuropsicologico.
In tutti i pazienti reclutati era stata effettuata una accurata valutazione cognitiva ed una valutazione della andatura di cammino con esame di alcuni parametri caratterizzanti.

Nei pazienti con deficit cognitivo sono state valutate in particolare le caratteristiche della camminata, quattro delle quali sono state ritenute rilevanti: ritmo, velocità, regolarità o variabilità tra un passo e l'altro e controllo posturale.
I dati raccolti sono stati giudicati affidabili e soddisfacenti per 500 dei pazienti esaminati.
Secondo gli studiosi vi sarebbe una relazione benefica tra la variabilità dei passi del camino e lo stato cognitivo del paziente, mentre tale efficacia non valere per gli altri parametri: ritmo, velocità inaspettatamente, anche il controllo posturale che appare compromesso solo nelle forme medio-gravi di demenza.
Secondo gli autori l'aumento di variabilità del passo sarebbe particolarmente frequentato nelle forme di Alzheimer e con frequenza nella demenza a corpi di Lewy: gli autori sottolineano l' interesse di questo dato per anticipare la diagnosi di demenza.


Limiti dello studio e sua rilevanza
Il limite più serio dello studio è legato al suo disegno. Si tratta infatti di una ricerca retrospettiva effettuata su database affidabili ma validati per altri studi. I risultati potrebbero quindi essere influenzati da bias legati alla popolazione originale ed ai criteri di selezione di questa: è quindi essenziale che questi dati potrebbero essere verificati in studi prospettici, di coorte.
Lo studio tuttavia ha un indubbio interesse per il medico pratico per due motivi: conferma quanto da tempo noto circa la combinazione fa funzioni psico-cognitive e motricità e soprattutto ricorda ai medici pratici la ottima abitudine dei vecchi clinici di osservare attentamente il paziente in tutti i suoi atti vitali, in quanto da ciascuno di essi potrebbero emergere preziosi indizi di disfunzioni non ancorate.
Lo studio offre indicazioni anche ai medici troppo indaffarati: è sufficiente un video girato dai familiari per rilevare irregolarità dei passi del cammino ed individuare cosi precocemente, come i grandi clinici del passato, malattie al momento nascosto...

Riccardo De Gobbi


Bibliografia

1) Frederico Pieruccini-Faria, Sandra E. Black et Al.: Variabilità dell'andatura nei disordini neurodegenerativi e cognitivi: risultati del Consorzio canadese di neurodegenerazione nell'invecchiamento (CCNA) e del Gait and Brain Study Alzheimer's Dement. 2021; 1-12. DOI: 10.1002/alz.12298

2) Chertkow H, Borrie M, Whitehead V, et al. La valutazione completa della neurodegenerazione e della demenza: studio di coorte canadese. Can J Neurol Sci. 2019;46(5):499-511.

3) Annweiler C, Beauchet O, Bartha R, Montero-Odasso M.: Knowledge WT-W gruppo AL per. L'andatura lenta nell'MCI è associata all'allargamento ventricolare: risultati dello studio dell'andatura e del cervello. J Neural Transm. 2013;120(7):1083-1092.


Per Approfondire: Giampaolo Collecchia, Riccardo De Gobbi, Roberto Fassina, Giuseppe Ressa, Renato Luigi Rossi: La Diagnosi Ritrovata. Il Pensiero Scientifico Editore
http://pensiero.it/catalogo/libri/professionisti/la-diagnosi-ritrovata

 
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