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Degenerazione maculare e uso di vasodilatatori e antipertensivi
Pubblicato da dzamperini in data 09/02/2015 00:00
Medicina Clinica I farmaci vasodilatatori sono utilizzati comunemente per il trattamento dell’angina pectoris e della disfunzione eretile, nonché come farmaci antipertensivi. E’ stato ipotizzato che questi farmaci causino la formazione di nuovi vasi sub retinici, attraverso il loro effetto sulla pressione di perfusione coroidale.

Dati epidemiologici, però, hanno dimostrato una scarsa correlazione tra uso di farmaci vasodilatatori ed antipertensivi e incidenza di degenerazione maculare essudativa correlata all’età (AMD) o di atrofia geografica (GA). Lo studio Beaver Dam Eye (BDES), uno studio longitudinale di malattie oculari correlate all’età, ha seguito una popolazione di adulti a 5 anni di intervallo per un periodo di 20 anni.

 Gli autori di questo studio hanno utilizzato, pertanto, l’opportunità di indagare l’associazione tra storia di uso di vasodilatatori e antipertensivi ed incidenza e progressione di AD precoce e tardiva in una popolazione.
I partecipanti erano persone di età variabile tra i 43 e gli 86 anni, che vivevano in Beaver Dam, Wisconsin, dal 1988 al 1990. Sono stati fatti esami ogni 5 anni per un periodo di 20 anni, vi erano in totale 9.676 visite per persona nel corso dello studio, lo stato di AMD è stato determinato attraverso classificazioni delle fotografie della retina. Esito primario era l’incidenza di AMD.
Sono stati definiti vasodilatatori farmaci contenenti un ingrediente attivo che era un vasodilatatore diretto; sono stati classificati come nitroglicerina sublinguale, nitroglicerina topica, isosorbide, o altri vasodilatatori, tra cui gli inbitori della 5 fosfodiesterasi. I farmaci sono stati classificati anche come antipertensivi e diuretici.

Risultati:

L’incidenza di AMD precoce su di un periodo di 20 anni era dell’8.4%; per la AMD tardiva dell’1.4%; per l’atrofia geografica pura (GA), dello 0.6%; per la AMD essudativa, dello 0.9%; e per la progressione di AMD del 24.9%. Aggiustando per età, genere, ed altri fattori, l’utilizzo di un vasodilatatore (hazard ratio [HR], 1.72; 95% intervallo di confidenza [IC], 1.25–2.38), in particolare la nitroglicerina orale (HR, 1.81; 95% IC, 1.14–2.90), era associato ad un aumento del rischio di AMD precoce. L’uso di un beta-bloccante era associato ad un aumento del rischio di AMD essudativa (HR, 1.71; 95% IC, 1.04–2.82), ma non a GA pura (HR, 0.51; 95% IC, 0.20–1.29) o alla progressione di AMD (HR, 0.92; 95% IC, 0.67–1.28) in un periodo di 20 anni.

Gli autori concludono che l’uso di vasodilatatori è associato ad un aumento del rischio di incidenza di degenerazione maculare precoce del 72%, e l’uso di beta-bloccanti ad un aumento del rischio di incidenza di degenerazione maculare essudativa del 71%. Se questi risultati fossero replicati, potrebbero avere implicazioni per la cura degli anziani, dal momento che vasodilatatori e beta-bloccanti vengono utilizzati comunemente da persone anziane.

Fonte:

Vasodilators, Blood Pressure-Lowering Medications, and Age-related Macular
Degeneration. The Beaver Dam Eye Study. Ronald Klein. Ophthalmology, 2014. doi:10.1016/j.ophtha.2014.03.005

A cura di Patrizia Iaccarino
 
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