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La vitamina D utile nei disordini del pavimento pelvico
Pubblicato da dzamperini in data 20/02/2011 00:00
Medicina Clinica
Si può migliorare l’incontinenza urinaria femminile con supplementi di vitamina D?

 
 

Un totale di 1 donna su 4 in USA ha disordini del pavimento pelvico, inclusa la incontinenza urinaria e fecale con aumento di frequenza con l’età. I disordini del pavimento pelvico sono stati legati alla osteoporosi e alla bassa densità minerale ossea e restano una delle cause più frequenti di chirurgia ginecologica, con un tasso di insuccesso del 30%. Pertanto, la prevenzione dovrebbe rappresentare un obiettivo importante. Oltre la pluriparità, l’obesità e l’età poco si conosce circa altri fattori predisponenti.
Partendo dalla premessa che la deficienza di vitamina D è stata clinicamente associata alla ridotta forza muscolare e alla perdita di massa muscolare, e ritenendo che, poichè i recettori della vitamina D sono presenti nel tessuto muscolare umano, un effetto diretto della vitamina D sul muscolo fisiologico sia biologicamente plausibile, gli autori hanno ipotizzato che ridotti livelli di vitamina D possano contribuire allo sviluppo di ridotta forza muscolare e possano portare a differenti disordini del pavimento pelvico quali la incontinenza urinaria/fecale e al POP (prolasso degli organi pelvici).

Obiettivo dello studio era determinare il tasso di deficienza di vitamina D in donne con disordini del pavimento pelvico ed esaminare possibili relazioni tra livelli di vitamina D e disordini del pavimento pelvico. Questa analisi cross-sectional dei dati 2005-2006 dello studio NHANES ha incluso 1881 donne non gravide di età superiore ai 20 anni nelle quali fossero disponibili i dati sui disordini del pavimento pelvico e le misurazioni di vitamina D.

Sono stati analizzati i dati riguardanti fattori demografici, disordini del pavimento pelvico e livelli di vitamina D. Dopo aver controllato per fattori di rischio noti, i ricercatori hanno calcolato le odds ratios (OR) e gli intervalli di confidenza 95% (IC) per determinare le associazioni tra livelli di vitamina D e disordini del pavimento pelvico.

L’indagine NHANES esamina ogni anno un sottoinsieme di 5000 persone negli USA di differenti province ed è costituita da dettagliate interviste domestiche, esami fisici e studi di laboratorio condotti in un centro mobile.

Questo studio cross-sectional ha utilizzato persone derivanti dalle indagini NHANES 2005-2006, che comprendevano persone di varia provenienza razziale, quali Africani Americani, Messicani Americani e bianchi a basso reddito.

Vi erano 3440 donne, delle quali il 72.4% aveva completato le interviste domestiche, e 1881 avevano i dati sia sui livelli di vitamina D sia sui disordini del pavimento pelvico.

Sono stati usati i criteri del Pelvic Floor Disorders Network per definire la incontinenza urinaria e fecale con l’uso dell’indice di gravità di incontinenza.

L’incidenza dei disordini del pavimento pelvico è stata determinata dalla risposta “sì” ad un’unica domanda riguardante il prolasso vaginale.

La deficienza di vitamina D è stata definita come livelli di 25-idrossivitamina D [25(OH)D] inferiori a 10 ng/mL, l’insufficienza come livelli da 10 a 30 ng/mL, e il range normale come livelli di 25(OH)D tra 30 e 80 ng/mL.

E’stato usato il metodo radioimmunologico Diasorin per misurare i livelli di vitamina D.

 
 
 
L’età media dei partecipanti era di 47.9 anni e approssimativamente il 72% era di razza non-ispanica.

Il 35% aveva un body mass index di 30 kg/m2 o più elevato.

Le donne oltre i cinquant’anni hanno riportato di avere più figli di quelle tra i 20 e i 49 anni.

L’82% delle donne aveva livelli di 25(OH)D inferiori a 30 ng/mL, con un livello medio complessivo di 21.6 ng/mL.

Le donne più anziane e le donne con un più alto body mass index avevano livelli più bassi di 25(OH)D.

L’incidenza di disordini del pavimento pelvico era aumentata con l’età, con il 14% delle donne più giovani di 50 anni che riportavano disordini del pavimento pelvico vs 34% di quelle di 50 anni o più.

Queste donne con livelli di 25(OH)D al di sotto del range normale avevano più probabilità di avere disordini del pavimento pelvico e incontinenza urinaria.

Per le donne di 20 anni e più, la OR aggiustata era di 0.94 per disordini del pavimento pelvico per ogni 5-ng/mL di aumento del livello di 25(OH)D (P = .043), riflettendo una riduzione del 6% del rischio di disordini del pavimento pelvico ad ogni incremento.

Per le donne di 50 anni e più, la OR era 0.92 (P = .039), indicando un 8% di riduzione di rischio con livelli aumentati.

La associazione tra livello di 25OH)D e incontinenza fecale non era significativa.

L’aumento di età e di body mass index erano associati ad un aumento del rischio di disordini del pavimento pelvico e di incontinenza urinaria, ma parità, educazione e razza non erano fattori significativi.

Vi era una significativa associazione tra livello di vitamina D e rischio di incontinenza urinaria in donne di età superore a 50 anni (OR, 0.55; P = .022), che indica una riduzione del 45% del rischio per livelli normali di 25(OH)D vs livelli anormali.

L’aumento di parità era associato ad un aumento del rischio di incontinenza urinaria.

Quasi un quarto (23%) delle donne aveva riportato 1 o più disordini del pavimento pelvico. Senza guardare all’età, le donne che avevano riportato almeno 1 disordine del pavimento pelvico e quelle con incontinenza urinaria, avevano livelli medi significativamente più bassi di vitamina D.

Con l’aumentare dei livelli di vitamina D il rischio per 1 o più disordini del pavimento pelvico si era ridotto significativamente in tutte le donne di almeno 20 anni di età (OR, 0.94; 95% IC, 0.88 - 0.99) e nel sottogruppo di donne di 50 anni di età o più (OR, 0.92; 95% IC, 0.85 - 0.99), basandosi su modelli aggiustati di regressione logistica.

Nelle donne di almeno 50 anni con livelli di vitamina D di 30 ng/mL o più elevati (OR, 0.55; 95% IC, 0.34 - 0.91), la probabilità di incontinenza urinaria si era significativamente ridotta.

 
Gli autori concludono che la deficienza o l’insufficienza di vitamina D sono comuni fra le donne e che l’aumento di insufficienza è associato ad un aumento di probabilità di disordini del pavimento pelvico. Essi concludono pure che livelli più bassi di vitamina D sono associati ad un rischio maggiore di incontinenza urinaria in donne di età superiore a 50 anni. Infine, sostengono che, dato l’incremento del numero di pazienti con disordini del pavimento pelvico, siano necessarie ulteriori valutazioni del ruolo della vitamina D, in particolare ricerche future per valutare la relazione tra livelli di vitamina D e forza muscolare pelvica nelle donne di tutte le età e di tutti i gruppi razziali/etnici.

I loro risultati suggeriscono che il trattamento della insufficienza e della deficienza di vitamina D in donne sia in pre che in post menopausa, potrebbe migliorare la forza del pavimento pelvico, con una possibile riduzione della prevalenza dei disordini del pavimento pelvico, inclusa l’incontinenza urinaria.

Le limitazioni di questo studio includono variazioni della performance dei livelli di vitamina D, potere limitato delle analisi di sottotipi, e mancanza di esami ginecologici per valutare la gravità del prolasso degli organi pelvici.

Gli autori dello studio hanno dichiarato di non avere rilevanti relazioni finanziarie.
  
Fonte:
 
Badalian SS et al. Vitamin D and Pelvic Floor Disorders in Women. Results From the National Health and Nutrition Examination Survey. Obstet Gynecol. 2010;115:795-803.

  
A cura di Patrizia Iaccarino
 
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